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Le nostre recensioni

Titolo TAO - Discorsi sul TAO-TE-CHING di Lao Tzu (voll. 1-2)
Autore Shree Rajneesh
Genere Saggi - Filosofia
Editore Edizioni Mediterranee
Prezzo L. 30.000 (indicativo)
Recensore Loredana Bua (Dicembre 2000)

Non recentissimo lavoro di Shreee Rajneesh (1979), ma comunque interessante ed attuale.

Maestro illuminato contemporaneo, Shree Rajneesh presenta se stesso come reincarnazione di Lao Tzu, il fondatore del Taoismo ed autore del libello Tao Te Ching.
Questo però non è il "Tao Te Ching" che si può trovare in edizioni pregiate o tascabili. Si tratta di un monologo sul Tao, pieno di esempi ed aneddoti deliziosi, con cui l'Autore tenta di spiegare i principi cardini del taoismo, qui inteso più come regola di vita che non come pratica religiosa.

Molti sono gli insegnamenti che l'uomo ne può trarre, in relazione alla capacità di comprensione del singolo lettore.
Viene, ad esempio, indicato e consigliato il silenzio come mezzo di comunicazione e di conoscenza.
Comprensibile lo stordimento davanti al contrasto "silenzio comunicativo". Ma, sostiene l'autore, bisogna sia prestarvi attenzione sia guardarsi dalle parole, che non sono veicolo di Verità assoluta, ma sono mezzo per indicare la via (per inciso, Tao vuol dire la Via) per raggiungere la Verità.
E per raggiungere la Verità, non occorre né la mente né la meditazione, ma solo la comprensione della vita così com'è, non scegliendone nulla, non escludendone nulla.
Come raggiungere la Verità col silenzio? Nei dieci anni circa intercorsi fra la prima lettura del manuale ed oggi, possiamo affermare che il silenzio può essere davvero un valido mezzo di conoscenza, poiché attraverso la silente osservazione del comportamento umano nell'arco di un lungo periodo di tempo - quel che abbiamo definito "vedere vivere", quel che l'Autore invece chiama satsang, "stare col Maestro" - è possibile davvero comprendere l'uomo.
Altro importante momento del testo è il considerare l'individuo come interdipendente in un sistema naturale, come se, di rimpallo, la sofferenza del singolo, ed anche di un elemento naturale, dovesse creare uno squilibrio all'interno della natura stessa, come in un "effetto domino".

Non mancano i riferimenti alla nascita dell'autore in seno al Jainismo, religione dell'India, perciò molti termini sono sanscriti più che cinesi.
La reincarnazione è presente nell'ideologia dell'Autore. Anche in India, come in Cina - separate, del resto, dalla catena montuosa dell'Himalaya - l'idea del ciclo delle rinascite è viva e presente. Il ciclo delle rinascite viene presentato come conseguenza dell'essere stati toccati dal karma, che è una sorta di marchio da cui ci si deve liberare per raggiungere il Nirvana, non esplicitamente citato nel testo.

La Vacuità, l'Ordinarietà, la Nessunità: questi e molti altri aspetti rendono affascinante e singolare la lettura di un "saggio" come questo, nel gioco di parole che si può intuire.

Una sola lettura non basta: più viene letto, più si comprende, dipende dal momento che il lettore sta vivendo.