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Le nostre recensioni

Titolo Armi, acciaio e malattie
Autore Jared Diamond
Genere Saggi - Antropologia
Editore Einaudi
Prezzo L. 38.000 (indicativo)
Recensore Fabio Battaglia (Agosto 2000)

Durante una conversazione occasionale con un indigeno della Papua-Nuova Guinea, l'autore si sentì chiedere: perché voi occidentali possedete così tanti beni e noi no?
Da questa domanda in apparenza innocua nasce lo straordinario volume, premio Pulitzer 1998 per la saggistica.

Come mai la specie umana è nata originariamente in Africa, ma il vantaggio "temporale" è stato rimontato da altre aree geografiche che oggi sono più progredite? Perché gli Europei hanno attraversato l'oceano, scoperto l'America, schiavizzato la sua popolazione, sfruttato le sue ricchezze, e non sono stati invece gli indios del Sudamerica a invadere l'Europa e metterla a ferro e fuoco? Quali sono, in generale, i fattori che favoriscono lo sviluppo di un popolo? Armi (ovvero la brutalità della forza fisica), acciaio (la superiore tecnologia) e malattie (generazione di epidemie mediante l'introduzione di virus ignoti alle popolazioni autoctone) sono i mezzi utilizzati nella storia per stabilire e mantenere il predominio di un popolo sull'altro. Ma quali fattori hanno fatto sì che tali mezzi fossero a disposizione di determinati popoli e non di altri?

Scartata, in quanto priva di fondamento scientifico, la spiegazione "razzista" fondata sull'idea della superiorità della razza bianca, Diamond va a indagare le radici della diversa fortuna dei popoli nelle situazioni geografiche, ecologiche, climatiche in cui si sono trovati a svilupparsi.
Importanza cruciale ha avuto, ad esempio, la disponibilità di specie vegetali domesticabili, che ha reso possibile il passaggio dal nomadismo all'agricoltura stanziale: un progresso fondamentale, che ha significato tra l'altro maggiore natalità ed eccedenza di risorse alimentari, quindi possibilità di creare classi improduttive quali i sacerdoti e i soldati, quindi l'avvio dell'organizzazione sociale e dell'esercito stabile.
Molti altri elementi hanno avuto la loro parte in questo gioco: ad esempio la disposizione geografica dei continenti (est-ovest, come l'Eurasia, o nord-sud, come l'Africa o l'America: la disposizione "orizzontale" implica grandi territori caratterizzati da situazioni climatiche simili tra loro, con maggiori possibilità di diffusione di colture e tecniche di lavorazione); la presenza (o meno) di grandi barriere naturali; la disponibilità di specie animali addomesticabili; la possibilità di scambi culturali con popoli limitrofi; etc.

Lo studio, documentatissimo e al tempo stesso accessibile ai lettori non specializzati, riesce a disporre tutti questi elementi all'interno di un quadro coerente e di grande ricchezza esplicativa. Assolutamente da non perdere.