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Le nostre recensioni

Titolo L'Io della Mente
Autore D. R. Hofstadter, D. Dennett
Genere Saggi - Mente e Intelligenza Artificiale
Editore Adelphi
Prezzo L. 28.000 (indicativo)
Recensore Stefano Machera (Marzo 2000)

Se volete avere una panoramica delle questioni nate negli ultimi decenni anche grazie ai grandi computers digitali e agli studi per l'Intelligenza Artificiale, questo è il libro giusto, anche se un po' vecchiotto. Accostando a testi fondamentali di Turing, Hofstadter, Searle, Dennett, curiose e suggestive incursioni nella narrativa in compagnia di Borges, Lem, Miedaner, gli autori ci presentano molte delle principali questioni aperte sull'argomento. Cos'è una mente? Una macchina può pensare? Gli animali hanno una soggettività? Una copia fisicamente esatta di me stesso sarebbe "me"? Queste domande ed altre vengono toccate nel libro, e in molti casi in modo da disorientare il lettore.
Anche se Hofstadter e Dennett appartengono a una corrente di pensiero piuttosto vicina alle tesi dell'AI "forte", non cercano di forzare il lettore a sposare le loro tesi, e dalla lettura si esce con la convinzione che le discipline della Mente riservano a chi le approfondisce problemi affascinanti e aperti, e che vale la pena di saperne di più.

Naturalmente, infatti, non ci si può aspettare che in un solo libro si possano approfondire questi temi più di tanto, ma le stimolanti introduzioni ai vari argomenti e l'ottima e argomentata scelta di letture consigliate permettono a chi lo desidera (e saranno molti) di cominciare un emozionante viaggio nella Mente e quindi, in fondo, in ciò che rende noi stessi ciò che siamo. Si tratta insomma di scoprire quanto sia complesso e difficile da schematizzare ciò che è alla base della nostra esperienza psicologica, di aprire in qualche modo "L'Occhio della Mente", secondo il gioco di parole implicito nel titolo originale del libro ("The Mind's I", omofono di "The Mind's Eye"). Solo che questo Occhio della Mente non guarda fuori, ma dentro…

A volte è bello leggere un libro che ci lascia con più domande che risposte, no?