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La Camera Chiusa

profilo a cura di Stefano Machera
Spazio Giallo

Girovagando per la letteratura gialla, è ben difficile fare molta strada senza imbattersi in una Camera Chiusa. La Camera Chiusa rappresenta infatti uno dei principali topoi (beh, sì, insomma situazioni ricorrenti) del genere, e fu sfruttato sin quasi al parossismo in particolare nell'"Età d'oro" del mystery, quando il giallo era sentito anche se non soprattutto come una sfida intellettuale, un puro "puzzle" che doveva stupire e disarmare il lettore che si azzardasse a competere con l'investigatore di turno. Il problema doveva apparire fin dall'inizio "impossibile", destinato ad essere insolubile se non da parte dei geniali (ed immaginari...) investigatori dilettanti che popolavano le storie degli anni '20 e '30.

In effetti, la presenza di una Camera Chiusa tende a spostare il centro del problema dal classico "Chi è stato?" a "Come ha fatto?"; nei migliori romanzi del genere la figura dell'assassino rimane oscurata dalle ingegnose soluzioni date al classico problema dall'autore di turno. Ma proviamo a guardare un po' più da vicino cosa significa una Camera Chiusa.

Come ci sarebbe da aspettarsi, il prototipo di Delitto della Camera Chiusa risale all'onnipresente Poe, che nel primo racconto poliziesco della storia, "Gli assassinii della Rue Morgue", costruisce un luogo del delitto inaccessibile, che, assieme alle tinte volutamente macabre dei crimini, trasmette al lettore un'impressione quasi di soprannaturale, come se al lavoro ci fossero forze demoniache.
"Arrivati ad una vasta stanza [...]" ci racconta Poe, descrivendo l'ansiosa ricerca di coloro che, avendo udito urla terrificanti, accorrevano sul luogo del delitto "la cui porta, chiusa dall'interno, dovette essere forzata, agli occhi dei presenti si offrì uno spettacolo tale da agghiacciarli d'orrore". Eccoci al punto: la porta chiusa dall'interno. E, come le seguenti ispezioni dimostreranno, le finestre sono chiuse o inaccessibili, non c'è ombra di passaggi segreti o porte dissimulate. Lasciando alla curiosità di chi non avesse ancora letto questo racconto di leggerlo per scoprire la spiegazione, proviamo invece ad esaminare alcune caratteristiche fondamentali della Camera Chiusa.

La Camera Chiusa nella sua forma più semplice è quella che prevede un delitto commesso in una stanza completamente chiusa, ed in particolare con la porta chiusa dall'interno. Tuttavia, le varianti sul genere sono pressoché infinite, e, volendo darne un semplice saggio, possiamo ricordarne qualche esempio:

Varianti sulla porta chiusa: la porta, chiusa dall'interno a chiave o col lucchetto, spesso viene chiusa dall'esterno con manovre più o meno arzigogolate, grazie a funicelle, spilli, pinzette, e chi più ne ha più ne metta. Questo tipo di varianti spesso si accompagnano a minuziose piantine dell'interno della stanza. Inutile dire che, dopo un po', vengono a noia: per il lettore, superata la sorpresa per l'ennesima, brillante tecnica di chiusura della porta dall'esterno, questo tipo di soluzione "da prestigiatore" non è particolarmente gratificante. Difatti, queste varianti si trovano prevalentemente in storie molto "antiche". Un altro tipo di variante è quella per cui in realtà la Camera Chiusa non è affatto chiusa. Escludendo casi di passaggi segreti (decisamente poco interessanti), in genere ci si trova ancora alle prese con assassini-prestigiatori, capaci di far credere ai testimoni che la stanza era chiusa mentre non lo era; spesso si trovano soluzioni interessanti, che sfruttano meccanismi psicologici anziché corde e buchi della serratura.

Varianti sulla "chiusura": perché si possa parlare di Delitto della Camera Chiusa, non è in realtà indispensabile che il luogo del delitto sia una stanza ermeticamente chiusa dall'interno. È sufficiente che il luogo sia "virtualmente" inaccessibile, ad esempio nel caso in cui l'unica via di accesso sia sorvegliata da uno o più testimoni al di sopra di ogni sospetto, oppure che tutto intorno all'edificio ci sia una candida coltre di neve non calpestata, e così via. Ovviamente, queste varianti consentono di rendere l'enigma meno stereotipato, sia perché lo scenario può essere meno claustrofobico, e addirittura trasferirsi all'aperto, sia perché di testimonianze al di sopra di ogni sospetto nei gialli proprio non ce ne sono...

Varianti sul momento in cui il delitto è stato commesso: in questi casi, l'obiettivo dell'assassino (e dell'Autore) è di far credere che l'omicidio sia stato commesso mentre la vittima si trovava in una stanza chiusa a chiave, mentre in realtà il delitto ha avuto luogo prima, o dopo. Ovviamente, il valore di questo tipo di variante sta nell'ingegnosità e nell'efficacia dell'espediente utilizzato. Forse la variante più frequente è quella che prevede che il delitto sia commesso dopo l'apertura della Camera Chiusa, spesso da parte di chi, inorridito, constata che la vittima è stata assassinata. Tuttavia, ci sono anche esempi di delitto commesso prima che la stanza venga chiusa, magari utilizzando poi qualche stratagemma per far apparire la vittima ancora viva al momento giusto. Un caso molto curioso, anche se non particolarmente soddisfacente, prevede addirittura che la vittima, dopo essere stata accoltellata, torni a casa, si chiuda ermeticamente dentro, e poi muoia lentamente, lasciando agli investigatori un gran grattacapo.

Varianti sull'arma: ovviamente, una soluzione possibile al problema può consistere nell'utilizzare un'arma che non possa essere fermata da una porta chiusa: una freccia, veleno, un gas... Ma in questo caso, perché si possa ancora parlare di Camera Chiusa, è necessario che la soluzione non sia ovvia: la ferita provocata dalla freccia deve essere scambiata per una ferita di pugnale o di spada, il veleno deve essere scomparso dal luogo del delitto e non deve esserci nessun mezzo visibile per somministrarlo alla vittima, ecc.

Tutte queste varianti, e molte altre, sono state esplorate fino all'inverosimile almeno fino alla fine degli anni '30. Poi l'interesse per il "puzzle", l'enigma deduttivo, cominciò a calare e sulla scena comparvero detective armati di revolver e dal pugno facile, tutt'altro che inclini ad occuparsi di stanze chiuse a chiave dall'interno, con dentro magari un tizio con un buco in testa e nessuna pistola in giro. Ma i vecchi appassionati di gialli, ogni tanto, leggono volentieri un bel mistero che comincia con qualcuno che bussa freneticamente ad una porta sbarrata, da cui proviene un forte odore di polvere da sparo...

Letture consigliate: di storie sulla Camera Chiusa ce ne sono a iosa. Per citarne alcune alla rinfusa, e volendo riservare il giusto rilievo ad alcuni esemplari "storici", possiamo suggerire la seguente lista di Camere Chiuse "d'Autore". Purtroppo, non tutte sono di facile reperibilità. Qualcuna compariva nelle raccolte della Mondadori "I misteri della Camera Chiusa" e "I misteri della Camera Chiusa 2", che temo siano esaurite. Chi le trovasse, farebbe ovviamente benissimo a comprarle.
  • E. A. Poe, "Gli assassinii della Rue Morgue": già citato come il primo esempio di Camera Chiusa, ed in realtà il primo esempio di racconto giallo in assoluto, è assolutamente d'obbligo. La soluzione è anche abbastanza istruttiva.
  • Arthur Conan Doyle, "La banda maculata" (da "Le avventure di Sherlock Holmes"): possiamo fare a meno di un racconto di Sherlock Holmes? Questo può legittimamente essere annoverato tra le Camere Chiuse D.O.C..
  • Gaston Leroux, "Il mistero della camera gialla": un celebre esempio (1908) della prima ondata di Camere Chiuse, con tanto di piantina e tutto.
  • S. S. Van Dine, "La tragedia in casa Coe": un classico esempio del genere, con una soluzione non del tutto ortodossa. Vale la pena leggerlo, almeno per curiosità.
  • S. S. Van Dine, "La canarina assassinata": la migliore "Camera Chiusa" di Van Dine, con una soluzione molto brillante e molto imitata.
  • Ellery Queen, "Delitto alla Rovescia": uno sconosciuto viene trovato morto in una stanza la cui unica porta aperta è sempre stata sorvegliata. Per rendere la faccenda più complicata, tutto nella stanza viene trovato rivoltato o capovolto, dai quadri alle pareti ai vestiti del malcapitato. Un esempio di soluzione arzigogolata fino all'inverosimile, una vera curiosità.
  • Ellery Queen, "La porta chiusa": una variante piuttosto particolare del genere. La soluzione giunge inattesa, ed è molto inconsueta.
  • J. Dickson Carr, "Le tre bare": un classico del genere, affidato alle capaci mani del dottor Fell. Carr è certamente uno dei più affezionati frequentatori delle Camere Chiuse.
  • Clayton Rawson, "Da un altro mondo": un brillante racconto di un autore poco conosciuto.
  • Agatha Christie, "Sipario": l'ultima avventura di Poirot merita una citazione più per il suo valore storico che per la significatività del Delitto della Camera Chiusa che contiene. D'altronde la Christie si adattava malvolentieri agli schemi prefissati, e amava far prevalere l'elemento narrativo e la manipolazione psicologica del lettore sul gioco rigoroso dell'enigma giallistico.