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S. S. Van Dine

profilo a cura di B. Pedemonte
Spazio Giallo

Quando un amico mi chiede: "sapresti consigliarmi un buon giallo da leggere?" non ho dubbi: L'enigma dell'alfiere o La fine dei Greene o ancora uno fra:
  • La strana morte del sig. Benson
  • La dea della vendetta
  • La canarina assassinata
  • La tragedia di casa Coe
  • Il mistero del drago
  • Signori, il gioco è fatto
  • Il mistero della casa Giardino
  • Sequestro di persona
  • L'ultima avventura di Philo Vance
Tradendo forse in questo una predilezione personale per il mystery classico sono certa di proporre una lettura avvincente. Il fascino degli anni '30, gli ambienti e la vita lussuosi dell'alta borghesia americana, ma soprattutto le imprese investigative del protagonista il dandy, l'esteta, l'incomparabile Philo Vance.
I racconti sono perfetti: un meccanismo narrativo ineccepibile coinvolge il lettore nella soluzione dell'enigma. I colpevoli sono determinati, perfidi, diabolici, menti superiori dotate di moventi concreti e della lucida follia necessaria per l'ideazione di complesse trappole mortali.
Ma soprattutto il protagonista Philo Vance, oltre alle entusiasmanti qualità intellettuali si caratterizza per una serie di vizi raffinati (beve solo caffè turco, fuma solo sigarette egiziane, ecc.) e per il rigido rigore estetico con cui pone in atto ogni azione o seleziona ogni attimo della propria vita.
Naturalmente il suggerimento è superfluo per i cultori del giallo, ma in ogni caso, in un'epoca in cui spopolano il Police Procedural ed il Legal Thriller, in cui il protagonista ha ragione del colpevole soprattutto con l'impegno e l'istinto, un bell'enigma risolto dall'intelligenza e dalla logica può essere anche una piacevole rilettura.