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Julian May

profilo a cura di Unifex Espiante

Cari Soci, se amate la fantascienza e se vi piacciono le saghe lunghe e articolate, non potete rinunciare a leggere le opere di Julian May. Questa scrittrice, che appartiene alla nuova "età dell'oro" della SF anglosassone, ha un passato di divulgatrice scientifica per i libri per ragazzi (ha scritto oltre 230 articoli in questo senso), qualità che le ha permesso di scrivere romanzi lunghi e articolati, dove però la chiarezza e il percorso globale della storia non si appannano mai.

La May, sino ad ora, ha scritto otto romanzi principali, che appartengono a due saghe, diverse per collocazione temporale, ma comunque intrecciate in maniera profonda, tanto che possono essere viste anche come un'unica gigantesca opera letteraria (per un totale di oltre seimila pagine). Ci sono anche altre opere di quest'autrice, ma sono cicli minori, alcuni dei quali scritti "a quattro mani" con Marion Zimmer Bradley.
Quello che è costante nelle sue opere è la presentazione di un modello plausibile (seppur tutto da dimostrare) che integra alla perfezione la Parapsicologia (da lei chiamata Metapsicologia, con il vecchio termine di origine francese) nell'impalcatura teorica della Scienza, con una spettacolare prospettiva evoluzionistica.

Le due tetralogie che sviluppano questa vicenda sono la Saga dell'Esilio nel Pliocene e il Ciclo del Milieu Galattico. La prima narra di vicende accadute nella Terra del Pliocene, ben sei milioni di anni fa, mentre la seconda parte dal termine della Seconda Guerra Mondiale, per narrare la storia della Razza Umana fino alla fine del XXI Secolo. Contrariamente a quello che si potrebbe intuire da queste righe, i due cicli sono intimamente legati, possedendo anche personaggi in comune, ma, nondimeno, posso essere letti separatamente.
La "Saga dell'Esilio nel Pliocene" è stata pubblicata negli anni '80, ed ebbe un grande successo, soprattutto negli USA. Però c'è da dire che la May ha iniziato a raccogliere appunti sulle sue opere dal 1977, e che per primo ideò il "Ciclo del Milieu Galattico", decidendo successivamente di pubblicarlo sono in seguito perché giudicò il pubblico dell'epoca non ancora pronto per impegnarsi nella lettura di una saga così impregnata di considerazioni Parapsicologiche (nella "Saga" la Parapsicologia è presentata come un elemento "fantasy", o quasi, per divenire molto più sviluppata soltanto nel "Ciclo"). Invece, il "Ciclo del Milieu Galattico" è degli anni '90, ed è la vera esposizione delle teorie parapsicologiche della May, che si è basata sulle migliori (seppur non comprovate dalla comunità scientifica) ricerche nel campo.

I quattro libri che compongono la prima tetralogia (Pliocene) sono nell'ordine (pubblicati tutti dalla Editrice Nord nella collana Cosmo Oro):
1) La Terra dai Molti Colori, CO-63 (The Many Colored Land);
2) Il Collare d'Oro, CO-69 (The Golden Torc);
3) Il Re Non Nato, CO-74 (The Nonborn King);
4) L'Avversario, CO-76 (The Adversary).

Per quanto riguarda il "Milieu", le faccende si complicano, perché in realtà esso non è una tetralogia pura, bensì una trilogia più un romanzo di collegamento, che narra i fatti che portarono lo "status quo" che appare all'inizio della trilogia stessa. Però non c'è una distinzione effettiva, e il romanzo di collegamento (che è stato pubblicato prima della trilogia) dovrebbe essere considerato senza dubbi il primo romanzo di questo nuovo ciclo di quattro volumi. Con quest'ordine, la tetralogia del "Milieu Galattico" è la seguente (sempre pubblicata interamente dalla Nord nella collana Cosmo Oro):
1) L'Intervento, CO-95 (Intervention);
2) Jack dai Mille Volti, CO-137 (Jack the Bodyless);
3) Maschera di Diamante, CO-155 (Diamond Mask);
4) Magnificat, CO-164 (Magnificat).

Il mio consiglio è di leggere per primo il "Ciclo del Milieu Galattico", così come esposto, e solo successivamente passare a quello del "Pliocene". Dico questo per vari motivi: prima di tutto è quello scritto meglio e globalmente migliore; inoltre è più variegato e interessante e parla di vicende molto più intriganti (è contemporaneamente una storia di SF, un thriller e un'opera filosofica); per finire, facendo così si evita di conoscere in anticipo eventi che sono svelati nel ciclo del "Pliocene". Come aggiunta, all'inizio de "L'Intervento" c'è una splendida prefazione dell'Autore, creata apposta per l'edizione italiana.
Credo che questi volumi formino una delle più belle opere della SF di tutti i tempi, e, con buona probabilità, anche una delle migliori produzioni della letteratura romanzesca del dopoguerra.

Leggete per credere! Au revoir.