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Il Pozzo e l'Acqua

di Lidia Calvano
Spazio Creativo

Questo contributo è in realtà un omaggio ad un gustosissimo libro di Stefano Disegni, "La coscienza di Zen", nel quale l'Autore sfida il lettore a rintracciare le 7 storie Zen vere in mezzo ad altre 101, plausibilissime ma false.
Viene davvero voglia di cimentarsi in un raccontino Zen autenticamente apocrifo (o forse no, e anche se sì, sarebbe davvero importante?)



Ananda era un giovane monaco discepolo del maestro Tokusan.
Un giorno di grande calura, tornando dalla raccolta delle elemosine, Ananda si diresse verso un bosco sperando che la frescura favorisse la sua meditazione.

Lì giunto, il suo maestro gli apparve con le sembianze di un uomo che piangeva disperatamente, inginocchiato per terra e colpendosi con i pugni. Non riconoscendo il suo maestro, e turbato da tanta disperazione, il monaco chiese all'uomo quale terribile disgrazia gli fosse capitata. "Ahimé", rispose l'uomo, piango perché sono io stesso la causa della mia sventura!"
Ananda era sempre più incuriosito, e, dimenticando il motivo per il quale era lì, volle farsi raccontare dall'uomo che piangeva la sua sventurata storia.
"La mia stoltezza mi ha punito" iniziò l'uomo che piangeva, distogliendo il volto pieno di vergogna, "e la passione per una bellissima fanciulla mi ha accecato; ero un ricchissimo mercante di seta, prospero e sereno, ma vidi quella ragazza la mia mente si offuscò, ed io non desiderai null'altro che averla accanto a me, a qualsiasi costo. Poiché ella tuttavia era indifferente al mio amore, e mi sottoponeva a prove sempre più difficili, mentre io continuavo ad ardere per lei di una febbre senza rimedio, dilapidai la mia fortuna, mi misi contro la mia famiglia e allontanai gli amici più cari, pur di compiacerla.
Poi, quando tutto sembrava inutile, venni qui, in questo bosco, e supplicai a lungo gli Dei perché mi concedessero il suo amore. Quanto ero stolto!
Gli Dei mi esaudirono, e la fanciulla divenne mia moglie, ma da allora la mia vita è sprofondata in un inferno, e la guerra regna nella mia casa! Eppure, a chi posso dare la colpa di tutto ciò se non a me stesso?"

Ananda fu molto colpito dal racconto dell'uomo, e gli disse: "Tu, come ogni altro essere umano, volevi solo la felicità, ma il tuo errore è stato di credere che quella donna potesse dartela. Hai pregato gli Dei di portarla a te, invece di pregarli solamente di renderti felice. Avevi sete, ma perché li ha scongiurati per trovare il pozzo invece di pregare per avere l'acqua?"
L'uomo rimase a lungo in silenzio, riflettendo su queste parole, poi disse: "Quanto è vero ciò che hai detto! Sei un monaco molto giovane, eppure già molto saggio. Ma piuttosto, cosa ha portato te in questo bosco?"
Ananda rispose:"Sono venuto in questo luogo di pace cercando la via dell'Illuminazione."
"Ah," fece sorridendo il mercante, "capisco! Anche tu sei alla ricerca del pozzo!"

In quell'istante, Ananda fu Illuminato.