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Ancora uno specchio magico?

racconto fantasy di Marco Riva
Spazio Creativo

Mi sono sempre messo a sorridere al pensiero di coloro che raccontano di aver trovato qualche vecchio oggetto dentro l'armadio del nonno o dentro un vecchio baule dimenticato in soffitta. Sorriso di derisione o, forse, invidia.
Questo tanto tempo fa.
Ora è paura.
Vivo costantemente nel Terrore di cosa potrebbe accadere al nostro mondo se Qualcuno o Qualcosa arrivassero a fare la Scoperta.
Ma permettetemi di raccontarvi tutto dall'inizio.

Sebbene non abbia mai pensato nulla di buono su questo tipo di creduloni, sono sempre stato pronto a dare una mano ad un amico nel momento del bisogno e qualche tempo fa, verso la fine delle vacanze estive, proprio un mio carissimo amico mi chiese di aiutarlo a svuotare l'attico della sua casa di campagna.
Lavorammo insieme duramente per diverse ore, tirando fuori tutte le sue anticaglie dal solaio: bauli, ceste, vecchi dipinti e numerosi pezzi spaiati di mobilio furono portati sul prato dietro la casa per essere ripuliti dalla polvere e inventariati, prima di caricarli su un furgone.
Terminato il lavoro, il mio amico volle regalarmi qualcosa, in cambio dell'aiuto fornito o anche solo come ricordo della giornata passata assieme e per non deluderlo fui costretto a portar via con me un piccolo mobiletto simpatico che avrebbe potuto fare la sua bella figura nel corridoio di entrata della mia casa di campagna.
Era un manufatto di legno antico: un supporto di legno con inserito uno specchio, fissato ai lati per mezzo di spinotti in modo che potesse ruotare. Allora pensai che fosse la parte superiore rimasta integra di uno di quei mobiletti usati una volta dalle donne per truccarsi e farsi belle.
Tornai a casa a sera tardi portando con me quel pezzo di mobile e appena lo misi al suo posto, a destra della porta di ingresso, mi sembrò che quel rottame avesse cambiato il suo aspetto: non sembrava più un pezzo spaiato e rovinato dal tempo, ma si integrava perfettamente con il resto dei mobili di casa mia, come se avesse cambiato forma e colore...
E lo specchio, sembrava essere tornato nuovo di zecca!
Poi me ne dimenticai... e il tempo trascorse, pigro, fino al giorno in cui il mio destino cambiò...

Era l'ultimo giorno di vacanza, avevo un appuntamento ed ero in ritardo: stavo cercando le chiavi della macchina, convintissimo di averle lasciate nel cassettino dello scrittoio...
Trascinato dalla fretta esclamai "Ma perché proprio Adesso..."
Non riuscii a completare la frase che immediatamente una voce profonda e lontana chiese:
"Dove Andiamo, Padrone?"
Nel silenzio mi resi immediatamente conto che lo specchio mi stava parlando...
Impossibile? E come? E perché?
Rimasi immobile per alcuni istanti prima di sedermi nella penombra del corridoio, scosso e confuso, incapace di credere o di pensare e, contemporaneamente, senza avere alcun dubbio sulla verità di quanto mi stava accadendo...
Al giorno d'oggi non si raccontano più le favole, ma ai tempi della mia fanciullezza ogni ragazzino o ragazzina conosceva la storia di "Cenerentola" o della "Lampada Di Aladino", con Fate e Orchi, Maghi buoni e cattivi, oggetti magici e veri e propri avvenimenti miracolosi.
Ricordo che allora pensai alla fata di quelle storie e provai a ripetere "Adesso!"
E lo specchio, di nuovo: "Dove Andiamo, Padrone?"

Ci sono persone che spesso non pensano a quello che stanno facendo, specialmente quando sono di fretta, e premono il bottone sbagliato o scambiano involontariamente le provette in un laboratorio...
È così che si fanno le Scoperte...
Cosi mi decisi e, ricordando il mio appuntamento, pronunciai il nome del villaggio vicino...

Immediatamente lo specchio sembrò allargarsi tutto intorno a me ed una nebbia fittissima mi avvolse, per poi dissolversi lentamente e lasciare ai miei occhi un paesaggio sconosciuto: un luogo selvaggio, inumano, con strane rocce vicino a un boschetto... il tutto sembrava avere una strana prospettiva, con angolazioni e direzioni impossibili alla mia mente, come se tutto fosse stato pensato e creato sottosopra... Il tempo sembrò fermarsi per interminabili secondi e un impensabile Terrore crebbe dentro di me quando mi accorsi che Qualcosa di Orribile stava uscendo dal bosco correndo nella mia direzione con una ferocia bestiale negli occhi...
Ma potevano essere veramente occhi quelli?
Gridai qualcosa senza rendermene conto e il miracolo accadde di nuovo: la fitta nebbia di prima mi circondò salvandomi da un destino inimmaginabile...
Ritornai immediatamente nelle confortevoli e conosciute mura della mia casa di campagna appena in tempo per rendermi conto di gettare un pesante fermacarte contro lo specchio che letteralmente mi esplose in faccia... era troppo tardi per fermare il mio braccio... milioni di piccoli pezzettini di vetro mi ferirono lievemente e si sparsero dappertutto...

Non sono più tornato al mio lavoro in città...
Forse sarebbe stato possibile cercare di studiare le proprietà di quello specchio mediante la scienza umana, per il tempo che può essere rimasto all'Uomo nell'Universo...

Ora anche gli Orrori sanno.
Una porta è stata aperta.
Un collegamento creato e subito spezzato cosa potrà provocare in futuro?
Io non so se Essi (?) troveranno un giorno la Via... ma da quando ho rotto quello specchio sono scosso e terrorizzato da un continuo bisbiglio di piccole lontane voci che mi domandano:
"Dove Andiamo, Padrone?"